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Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

Monti Simbruini

Parco naturale regionale dell'Appennino "MONTI SIMBRUINI" (Lazio)

tramonto vettore
Gialli tramonto vettore
Si parte alla fine del parcheggio di Campo Staffi m 1750 e attraverso una pista di fondo che passa vicino ad uno skilift si arriva al laghetto e al Rifugio di Campo del Ceraso m 1560; proseguendo ancora verso nord-ovest per una sterrata inizialmente fra verdi radure e poi per un bosco di faggi si giunge nella vallata della Lungara dove si trovano tre fontanili perenni le cui acque si uniscono poco più a valle nel fosso Fioio m 1290.

Si passa per il Casino di Troili (chiavi presso il comune di Vallepietra ) e dopo il Campo della Pietra e il Rifugio SAIFAR si risale brevemente verso sud al passo della Crocetta m 1440 da dove i può fare una vicina puntatina al santuario della SS. Trinità, meta del pellegrinaggio di centinaia di persone da tutto il centro Italia la settimana dopo Pentecoste, e scavato alla base di una spettacolare parete rocciosa teatro di numerose imprese di arrampicata da parte del forte alpinista romano Pierluigi Bini che ha tracciato alcuni itinerari.

Dal passo inizia il tratto di strada asfaltata con una ripida discesa di 11 km che porta a Vallepietra; si continua ancora scendendo fino al corso dell'Aniene in località Comunque 550 m. E seguendo il fiume verso monte si arriva con breve saliscendi al ponte delle Tartare 630 m dove si concluderà il nostro giro.

Le macchine lasciate a Campo Staffi saranno riprese dai conducenti grazie ad un bus locale dell'ATI ( ultimo passaggio alle ore 18:40 ).


La lunghezza complessiva dell'itinerario è di circa 35 km ma con un dislivello praticamente tutto in discesa il che non dovrebbe comportare troppi problemi per chi è poco allenato.

Le " difficoltà " sono concentrate all'inizio lasciato Campo Staffi dove si può incontrare, nel periodo consigliato, della neve e nella discesa su strada asfaltata verso Vallepietra.

Il fondo nella parte sterrata è quasi sempre buono e non richiede grandi doti tecniche, solo una buona padronanza nel portare la bici in "situazioni normali ": strade cittadine. é consigliato il casco per chi lo possiede ma non è obbligatorio se si bada a tenere una velocità bassa rigorosa, si ha tutto il tempo necessario.

Si deve considerare che per i primi 10 km non si incontrano fonti d'acqua; bar, alimentari e telefono si trovano solo dopo 22 km.

Attrezzatura:

chiaramente una mountain bike efficiente e revisionata è indispensabile per fare questo giro. Camera d'aria di scorta, pompa, tip top, cavetti per i freni e chiavi assortite sono indispensabili per risolvere rapidamente normali inconvenienti di percorso.

Cartografia:

E' sufficiente la carta del parco scala 1:50.000 recuperabile gratuitamente presso gli uffici parco dei sette comuni della zona.


web.tiscalinet.it/mucchio_selvaggio
Note
Alcune spiegazioni sulle classificazioni e sui voti
Periodo
In che periodo è meglio andarci. ( L'iniziale della stagione: P, E, A, I )
Voto
È espresso in birre, da 1 a 5. Quante birre sareste disposti a pagare per andarci?
Difficoltà
La votazione è classificata con le seguenti voci: COMA, MOSCIO, BARZOTTO, DURO, CACIOPPO.
Con chiaro riferimento alle varie fasi della massima espressione di "valenza" dell'uomo!! E quindi anche dell'alpinista giovane dentro e brillante fuori, col ginger o il barbera nelle vene, a scelta.
Area Periodo Difficoltà Voto

P barzotto

Mucchio Selvaggio, 01/01/2001