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Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

alta Valle Isorno

Una magnifica e solitaria valle incuneata tra Formazza e Canton Ticino e confinante con l’enclave italiana delle Valli Orsenone e Clavariola

Località Quota Dislivello Tempo Parziale Tempo Totale
Alpe Agarina 1.200 2:00 2:00
Cappella della Croce 2.179 979 1:00 3:00
Lago Matogno 2.087 -92 3:00 6:00
Alpe Agarina 1.200 -887
I tempi sono indicativi e arrotondati in eccesso.

Gente rara
Fu Gente rara
La valle dell’Isorno si distacca dalla valle del Toce inserendosi fra questa e la Val Vigezzo e confinando con due valli di cui la sola testata è italiana:la Val Orsenone e la Val Clavariola. Nella sua parte alta, e cioè dopo l’alpeggio di Agarina, si divide in due convalli a destra la Val Agrasino a sinistra la valle del rio Nocca. Nella prima si trova il rif. P. Bonasson all’alpe Cortevecchio nella seconda il bivacco del C.A.I. Nova Milanese all’alpe Lago presso il Lago Matogno a 2068 m.

Dall’alpeggio di Agarina si prosegue sulla carrareccia che s’impenna e diventata mulattiera segue il corso del torrente. Alla confluenza del rio Nocca con il l’Isorno si prosegue dritti (a destra ponte Faugiol e deviazione per il rif. Bonasson) e si continua seguendo il greto del rio fino al bell’alpeggio di Nocca.

Si sale ora a sinistra per un ripido pendio raggiungendo così l’alpe Matogno sita in un ampio e pianeggiante pascolo con magnifiche vedute sui Pizzi del Lago Gelato al confine con la Svizzera. Si continua ancora a sinistra per un pendio erboso e si raggiunge l’alpe Lago con il bivacco e appena sopra il bel lago Matogno. Al di là del lago i pendii che portano al passo della Fria, con cui si può raggiungere la Val Cravariola, parte italiana della Val Maggia.

Dal bivacco si decide di tornare visitando la parte sinistra (dx orografica) della valle. Seguiamo quindi la magnifica mulattiera lastricata che gira intorno alla valle tenendosi sui 2000/2400 m e che dall’alpe Lago (dove abbiamo incontrato le prime due persone dopo circa 5 ore), si dirige verso la cresta che separa la valle dal solco principale della Val d’Ossola.

La cresta è raggiunta alla cappella della Croce (2179 m.) dove di colpo si apre una veduta incredibile sul Rosa e i Mischabel e d’infilata sull’Ossola fino al Lago di Mergozzo, mentre dalla parte opposta la vista spazia su tutta la cresta di confine con la Svizzera, la Val Orsenone e la Val Vigezzo; e pensare che la macchina fotografica è rimasta a casa……..

Si comincia a scendere. La mulattiera è lastricata con incredibili lastre di micascisto a spacco grandi anche 1 m, costeggiamo una bancata di quarzo, purtroppo senza cristalli, (siamo due appassionati) e all’alpe Loccia (2012 m.) seguendo le indicazioni di un provvidenziale cartello giallo abbandoniamo la mulattiera, che ci porterebbe ad Altoggio,
per scendere ad Agarina,

La discesa chiude magnificamente la giornata nello stile della valle. Già perché in effetti il cartello indica solo la direzione da seguire, per il resto bisogna cercarsela la traccia, qui una baita, lì un ramo appositamente piegato, altrove un pezzo di nastro bianco-rosso, e sempre sulla nostra sinistra, si percepisce la presenza di una grande piodessa inclinata di circa 45° che abbiamo visto dalla cappella della Croce e che è ovviamente salutare evitare.

E dai e dai raggiungiamo finalmente un sentiero marcato e quindi le prime baite di Agarina, una gentile signora ci chiede da dove veniamo e saputo che siamo milanesi e del giro svolto nella sua valle vuole assolutamente insieme al marito offrirci un ottimo e robusto rosso in bicchieri non proprio piccoli. Riusciamo a fatica ad evitare il quarto bicchiere e salutata l’ospitale coppia riprendiamo la discesa evitando per un pelo di sbagliare l’ultimo bivio (il vino forse?) e raggiungiamo la macchina, dove termina una magnifica giornata.

PERCORSI ALTERNATIVI: dall’alpe Lago si potrebbe anche tornare dalla bocchetta del Lago Gelato (2441m), scendendo quindi al rif. Bonasson all’alpe Cortevecchio e poi in discesa fino al ponte Faugiol e a Agarina, non so i tempi.


VARIE: per saperne di più http://www.altaquota.it/SchedaMostraArticolo.asp?IdArticolo=41

Attrezzatura:

da media quota

Cartografia:

carta Kompass foglio n° 89 “Domodossola”,

Note:

in caso di bisogno il cellulare prende solo alla cappella della Croce per non più di 100 metri. Le indicazioni esistono ma si limitano al minimo indispensabile; sono infatti generalmente scritte in piccole lettere nere sui sassi dei muretti ai bivi del sentiero.

Note
Alcune spiegazioni sulle classificazioni e sui voti
Periodo
In che periodo è meglio andarci. ( L'iniziale della stagione: P, E, A, I )
Voto
È espresso in birre, da 1 a 5. Quante birre sareste disposti a pagare per andarci?
Difficoltà
La votazione è classificata con le seguenti voci: COMA, MOSCIO, BARZOTTO, DURO, CACIOPPO.
Con chiaro riferimento alle varie fasi della massima espressione di "valenza" dell'uomo!! E quindi anche dell'alpinista giovane dentro e brillante fuori, col ginger o il barbera nelle vene, a scelta.
Area Periodo Difficoltà Voto
Formazza / Canton Ticino
E barzotto/duro

Fulvio49, 18/02/2004