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Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

Aria di primavera

un delicato racconto del grande Marco Simi ...per una stagione che già bussa prepotente alle nostre finestre

Entriamo...
Mangia Entriamo...
Le nuvole si accavallano basse, e qualche gocciolone si spiaccica sul cristallo della macchina. I tornanti della statale sono viscidi per la fanghiglia e bisogna procedere con cautela quando si incrocia qualche altro raro veicolo. Son pochi quelli in giro al sabato mattino presto, con questo tempo di marzo che non ne vuole sapere di aggiustarsi. Quando il motore si ferma, ecco improvviso il silenzio. Le gocce rade riacquistano un suono proprio. Appena sceso dalla macchina, mentre mi infilo lentamente gli scarponi seduto sul pianale del bagagliaio, mi accoglie il sottofondo acquoso del torrente. Mormora come un saluto, mentre mi accingo a salire piano, ascoltando il rumore dei passi sulla graniglia calcarea macinata del sentiero.

Qualche goccia si infila tra il mio naso e gli occhiali, qualche altra nel collo. Un delicato rumore d’acqua nelle ramaglie mi avverte che la pioggia sta intensificando il ritmo. Ma non voglio tirar fuori l’ombrello, manco fossi in piazza del Duomo. Il respiro condensa appena, non fa molto freddo. Quando sosto per sistemare lo zaino ecco che mi accorgo all’improvviso che un’altra stagione è arrivata. E’ una primula, gialla, di quel giallo fantastico che sembra un pezzettino di sole in miniatura ai bordi del bosco. Deve essere appena sbucata dai rimasugli di neve che ancora permangono qua e là, con quelle foglie verdi e rugose, che paiono velluto.

Il sole si nasconde ancora, ma dalla stalla del Giusepp giungono suoni ed odori familiari e rassicuranti. Dall’alto del costone lo immagino trafficare con strame, fieno e secchi d’acqua parlando un po’ con le sue bestie, un po’ con sé stesso e tutto il suo piccolo mondo. Il comignolo fuma. Mentre attacco la salita che porta alla cà rivedo ancora la mia primula, la gusto nel vicino ricordo. Sono sulla terra, sistema solare insignificante al bordo di una delle tante galassie. Mentre cammino sotto le nubi so che stiamo inseguendo il sole orbitando nella infinita spirale che si avvita nel cosmo. E la misteriosa processione degli equinozi, il gioco delle rivoluzioni, la danza della lune e dei pianeti, i raggi del sole che in questi giorni allunga il suo tepore su quest’angolo di Lombardia, ecco, tutto questo si è concatenato e mi ha donato una primula. E’ un dono che si rinnova ad ogni stagione, il giorno e l’ora una sorpresa. Ecco, oggi camminerò per ringraziare. Le gocce rade non mi danno più fastidio, sono l’avvertimento delicato che viene dal cielo : ecco, tutto ti è dato. Plic… ! Abbine cura. Plic..! Non dimenticartene. Plic.. ! Dillo ai tuoi figli. Plic.. ! Aria di primavera, quest’oggi, alla cà.



Marco Simi

Marco Simi, 15/03/2004