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Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

Un grande significato

i thuler days

Fedeltà
Fu Fedeltà
Sono passati. Come il vento all'improvviso, quando ti travolge feroce sulla cima per poi rotolare via, lontano, furibondo, lasciando spazio ad un silenzio palpabile nell'aria spessa.
Sono passati questi due giorni insieme; sono passati per noi pochi e felici là tra le Apuane come per atri nostri amici che li hanno vissuti avventurosamente in luoghi diversi, esplorando vie nuove o battendo tracce antiche.

E penso a Paolo che tornato dalla Valgrande, fa l'appello delle ammaccature e dei tagli e si scopre ancora vivo…oppure a Olivier che nella solitudine della notte gradina instancabile su per i pendii della conoscenza.
Penso al Ditta e a tutti gli altri sciamannati all'ombra del gendarme del Viglio, che ai tempi fu per me portico e portale…penso a quanti incontrati in questi mesi… ad Anna e ai suoi cuccioli, a Tiziana lassù tra le libere valli sotto i liberi cieli occitani, chissà, magari in viaggio verso Itaca…penso ad Antonio a noi vicino nella ricerca del senso vero dell'avventura…penso a Fantaragno, a Mario e i suoi suggerimenti…
Penso con affetto a Miki mentre traziona sui polpastrelli delle dita sugli ultimi tiri verso l'uscita dalle accademiche aule di Largo Gemelli…ma con altrettanto affetto e cuore ricordo e ringrazio chi lì al rifugio Del Freo ci è venuto sul serio, a quel manipolo di dieci che da Roma, da Vicenza, Como e Milano, sono arrivati, portando la loro storia, per passare una serata al riverbero del fuoco, scommettendo su nuovi percorsi che passano alti, altissimi, sopra i soliti segnavia.

Ed io trattengo un'immagine buona di quella sera che tra un silenzio ed un pensiero, un canto e una risata, come la sera d'estate di gucciniana memoria, sembrava non voler finire più…forse la troppa legna, forse qualche bottiglia ancora da aprire, ma ho lasciato tardi, molto tardi, il cerchio di pietre attorno all'ammiccare delle braci rossastre…un ponte di stelle fino alla tenda e la certezza di una corrispondenza vissuta, nel giorno trascorso, come risposta più compiuta alla meraviglia della vita quotidiana e non…e intanto sentivo vicina e viva e piena di senso la confidenza di Pavese nei suoi "dialoghi di Leucò": "..di notte ci sono anche le stelle. E' un dio notturno che ti aspetta. Non temere."

No, non c'è stato timore, ma una sorpresa nella gioia, per questa possibilità data e voluta, per una storia che adesso ha dei volti e dei nomi in più, per un'amicizia che, perché vera, è anche apertura a nuove avventure, a nuovi incontri, un'amicizia che spalanca l'orizzonte e diventa inizio di un più lungo cammino, nella nostra storia, insieme,

grazie a tutti

fu e mangia e monguz



Mangia

Mangia, 01/06/2000