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Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

Chiappera - Col Maurin - Colle Ciabrera - Chiappera

Una piacevole gita di un giorno che con un anello attraversa due volte la frontiera e passa per un valloncello sospeso, del tutto selvaggio, senza sentiero, paradiso di camosci, di capre selvatiche e di piante medicinali, che non sto qui a dirvi il nome perché sono segreti che vanno conservati gelosamente.

Località Quota Dislivello Tempo Parziale Tempo Totale
Chiappera 1.661
Col Maurin 2.637 976 3:15 3:15
Colle Ciabrera 2.829 192 1:30 4:45
Chiappera 1.661 -1.168 2:00 6:45
I tempi sono indicativi e arrotondati in eccesso.

ombre in Grigna
Turra ombre in Grigna
Da Chiappera (1661 m.) si segue la carrareccia, segnata con i colori rossi-bianchi della G.T.A. lasciando quasi subito il rifugio Campo Base e arrivando alla base dell'impressionante salto d'acqua delle cascate di Stroppia. Qui la strada si fa sentiero e rimonta ripidamente il lato sinistro del vallone del Maurin fino ad un gruppo di baite chiamato Grange Rabet (2024 m.), dove, abbandonato il principale sentiero GTA che porta al Colle di Bellino, valico con la Val Varaita, inizia il sentiero T 13 che si infila nell'ultimo e più affascinante tratto della Valle del Maurin incuneata tra due imponenti bastionate rocciose che culminano da un lato nella punta Tête de Cialancion (3019 m.) e dall'altro nel M. Ciaslaras (3005 m.).

Il sentiero, mai difficile e solo all'inizio appena faticoso, dapprima supera una serie di grange di pastori (2154 m.)e poi costeggia un laghetto (2400 m.) fino ad arrivare con un ultimo ripido tratto all'omonimo Colle de Maurin (2637 m.) sullo spartiacque con la Francia, e davanti l'ampio e digradante Vallon de Mary. Invece di scendere per l'evidente sentiero giù per la valle francese, subito dopo aver passato il crinale, si gira a destra e mantenendosi a mezzacosta per tracce di sentiero si arriva all'inizio di una enorme pietraia, testimone di antichissime frane, che costeggia tutto il profilo della cresta che fa anche da confine. Si incomincia ad attraversare la pietraia aiutati da ometti e pochi bolli gialli scavalcando o aggirando enormi massi franati dalla bastionata del M. Cialancion più in alto. Qui l'ambiente si fa di colpo selvaggio e solitario. Abbandonato il Col Maurin, valico naturale della Val Maira con la regione francese dell'Ubaye, sempre molto frequentato da escursionisti, improvvisamente ci si cala in una zona di silenzi dove i soli rumori sono quelli delle acque sotterranee tra le pietre e quelli dei sassi che rotolano giù dalle pareti in alto sulla destra.

Il percorso non è molto evidente e questo fornisce un gusto ulteriore alla gita. Orientandosi con il profilo della cresta in alto e con i quattro laghi di Rjoure sulla sinistra si arriva al termine della pietraia che sbocca in una piana bellissima di muschi circondata da un anfiteatro imponente di montagne tra cui si distinguono il M. Maniglia (3177 m.) e tutta la lunga cresta che si allarga a semicerchio chiamata Denti del Maniglia.

Il posto è molto wild, la verticalità delle pareti circostanti si scontra con la morbida orizzontalità della piana in basso (2500 m.). Da qui si punta all'evidente intaglio tra il M. Maniglia e il M. Cialancion, chiamato Colle Ciabrera (2829 m.) che riporta in Italia. Dal colle si entra nella Valle Ciabrera, territorio degli animali e dell'aquila. Il sentiero non esiste, si scende seguendo le tracce dei camosci e mantenendo il lato sinistro della valle (spalle al colle). In fondo al vallone si spalanca un discreto salto sulla valle che scende dal Colle di Bellino. Anche in questo caso tenere la sinistra dove si incontrano dapprima tracce di sentiero (fidarsi del vibram!!) che conducono in basso e finalmente un sentiero che scende serpeggiante fino ricongiungersi con l'ampio e ben individuabile sentiero della GTA che con percorso comodo e veloce attraversa pascoli e vacche fino a riportarci al bivio presso le Grange Rabet dove l'avevamo abbandonato e poi giù in basso alla macchina o al rifugio Campo Base.

Attrezzatura:

scarponi e giacca. Portarsi l'acqua.

Cartografia:

n. 6 «Monviso» e 7 «Valli Maira-Grana-Stura» dell'Istituto Geografico Centrale di Torino, scala 1:50.000.

Accesso:

Da Cuneo si prende la provinciale per Dronero (25 Km). A Dronero non si può sbagliare si attraversa il paese medioevale e si segue l'unica strada che porta in valle. La strada non è delle più belle, occhio ad alcune curvettine niente male, occhio a non schiantarsi contro la corriera che viene giù generalmente in folle, come il tipo che la guida. Dopo 1-1.30 ore si arriva a Chiappera. Si consiglia vivamente di fermarsi a Stroppo «all'Ortica», per fare uno spuntino e bere un paio di bicchieri che ci stanno sempre, e che fanno coraggio.

Note:

attenzione al tempo e alla nebbia per ovvie ragioni. Dal Col Maurin in poi la zona è molto poco frequentata se si è da soli lasciare detto dove si va e il percorso.

Note
Alcune spiegazioni sulle classificazioni e sui voti
Periodo
In che periodo è meglio andarci. ( L'iniziale della stagione: P, E, A, I )
Voto
È espresso in birre, da 1 a 5. Quante birre sareste disposti a pagare per andarci?
Difficoltà
La votazione è classificata con le seguenti voci: COMA, MOSCIO, BARZOTTO, DURO, CACIOPPO.
Con chiaro riferimento alle varie fasi della massima espressione di "valenza" dell'uomo!! E quindi anche dell'alpinista giovane dentro e brillante fuori, col ginger o il barbera nelle vene, a scelta.
Area Periodo Difficoltà Voto
Val Maira
CN
E barzotto/duro

Fu, 01/01/2001