thuler.net
Ultima Thule. Il Luogo Ideale della mitologia, il punto più lontano, la meta di ogni viaggio. Come lo Shangri-la delle popolazioni Himalayane o la Valle Perduta dei Walser. Potrebbe essere anche solo la collina dietro casa. Ma per ognuno è il luogo dove si desidera tornare.
Noi veniamo di lì: thuler.

Che spettacolo!

Come si fa a resistere il sabato in ufficio con quella giornata stupenda fuori dalla finestra (qualcuno me lo sottolineava anche al telefono)?
La risposta è semplice ... ... basta sapere che il giorno dopo si è da tutt\'altra parte!!!!

il
Giomo il "bas"...
Ebbene si, stamattina sfidando il freddo che alle 7 avvolgeva Milano mi accingevo a salire in macchina, e con Fu raggiungevo in quel di Chiavenna (chi non sa dove sia vada su www.viamichelin.it) altri 4 (Pero, suo cugino, la Giulia e Nico) che non riuscivano a stare sotto le coperte con una giornata di tale bellezza.

H. 9 colazione al Bar "Povero Diavolo" e poi su diretti verso il Passo dello Spluga, superando Madesimo e Campodolcino.

Alle 10 parcheggiamo, siamo già alti (circa a 2000mt) la temperatura esterna è -4 (freschino), come se non bastasse soffia quel venticello bastardo che ti fa entrare il freddo un po dappertutto! Fortuna che c'è un sole stupendo e appena il vento si placa fa sentire il suo piacevole tepore.

10.20 partiamo, basta camminare un po' e il corpo comincia a scaldarsi e le giacche a vento tornano nello zaino, ma appena si torna ad essere sotto vento ci sono scatti a cercare guanti e cappello.
Il panorama è stupendo, sotto di noi abbiamo un lago artificiale nella piana dello spluga e attorno il gelo e la neve (ancora poca) imbiancano tutto il resto.

Il nostro obiettivo è il Bivacco del Suretta (2700 mt) e pian piano ci avviciniamo alla meta.

Troviamo un paio di passaggi "delicati" (si riveleranno più insidiosi in discesa), arriviamo a un pianoro e intravediamo sempre più vicino il bivacco, mancano circa 100 mt di dislivello (dati forniti dal tecnologico oroglogio di Nico), ma cominciamo a trovare un po più di neve e la marcia viene rallentata. In alcuni punti la prima crosta di neve tiene in altri capita di finire nella neve fin oltre il ginocchio.

Non è nenache l'una e arriviamo al bivacco, in fretta entriamo e cambiamo le maglia sudate; la temperatura fuori di -10 e stiamo volentieri dentro al "caldo", per modo di dire, e come per magia sul tavolo appaiono pane, formaggio, salame ovviamente vino, e anche delle fantastiche acciughe piccanti (grazie Fu)!

Decidiamo di iniziare a scendere verso le 2, così da esser sicuri di trovare il sole nei punti un po' più delicati, e evitare che la neve sciolta dal sole si rigeli appena arriva l'ombra!

Superati i punti critici la discesa è goduriosa, senza fretta gustando le vette che ci circondano e i colori che la montagna regala quando il sole comincia a tramontare.

In due orette siamo alle macchine con occhi e Cuore grati al Mistero!



turra

turra, 20/11/2005